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I Disturbi dell’Umore

Dr.ssa Sara Appoloni - Psicologa Psicoterapeuta a Pesaro

Disturbi dell’Umore

I disturbi dell’umore nella nuova classificazione nosografica dei disturbi mentali DSM-5 sono stati suddivisi in due categorie principali: i disturbi bipolari e i disturbi depressivi.

I disturbi bipolari si caratterizzano da un tono dell’umore altalenante che comprende fasi di “up” (cosiddette fasi maniacali o ipomaniacali) e fasi di “down” (fasi depressive). Questa variabilità del tono dell’umore può essere più o meno marcata, durare da poche ore ad alcuni mesi e compromettere il funzionamento della persona nei vari contesti di vita. La persona fatica a trovare uno stato di eutimia (umore stabile e nella norma), quindi un equilibrio del tono affettivo.

I disturbi depressivi in estrema sintesi si rifanno al concetto di depressione. La depressione è uno dei disturbi mentali più comuni, definita dall’OMS (Organizzazione Mondale della Sanità) come la causa maggiore di disabilità a livello globale. Le conseguenze di questo disturbo sono enormi, sia in termini di qualità di vita per la persona che ne è affetta sia in termini di costi per la società.

Le persone affette da depressione hanno una visione negativa riferita a:

  • se stessi: ci si percepisce come difettosi e inadeguati;
  • il mondo: l’ambiente circostante (comprese le interazioni) viene percepito come una sconfitta, privazione e denigrazione e i problemi attuali come insormontabili;
  • il futuro: il domani viene visto come una continuazione delle difficoltà e negatività del presente, senza soluzione; quindi, con la convinzione di un fallimento la persona finisce per non trovare la motivazione nel provare a cambiare le cose.

La depressione si compone di sintomi di diversa natura:

EMOTIVA COGNITIVA COMPORTAMENTALE FISIOLOGICA
Umore depresso Demotivazione Isolamento Disturbi del sonno
Irritabilità Pensieri automatici negativi Passività Disturbi dell’appetito
Disperazione Prospettive cognitive negative Rallentamento o agitazione motoria Disturbi della sessualità
Apatia Distorsioni cognitive Chiusura Affaticamento
Disforia Difficoltà di concentrazione Fissità della mimica facciale Tensione o pesantezza muscolare

Secondo i criteri del DSM-5 i disturbi depressivi possono essere di vari tipi, i più comuni sono:

  • DISTURBO DA DISREGOLAZIONE DELL’UMORE DIROMPENTE (diagnosticato dai 6 ai 18 anni): è costituito da una grave, cronica e persistente irritabilità per almeno 1 anno. Tale irritabilità, sproporzionata nell’intensità rispetto allo stimolo che lo ha evocata, trova espressione in scoppi di collera verbali o comportamentali intervallati da un umore persistentemente o cronicamente arrabbiato.
  • DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE: è caratterizzato dalla presenza di almeno 1 episodio depressivo maggiore della durata di almeno 2 settimane. L’episodio depressivo maggiore si caratterizza da una marcata modificazione in negativo delle sfere affettiva, cognitiva, neurovegetativa e comportamentale (come visto sopra). Essendo un episodio ha una sua durata, più o meno lunga, e una remissione sintomatologica.
  • DISTIMIA (Disturbo Depressivo persistente): è una forma di depressione cronica che può essere diagnosticata quando c’è un’alterazione depressiva del tono dell’umore della durata di almeno 2 anni.
  • DISTURBO DISFORICO PREMESTRUALE: è uno specifico disturbo depressivo che comincia talvolta dopo l’ovulazione e si risolve entro pochi giorni dal ciclo mestruale. Ha un notevole impatto sul funzionamento della persona.

Come intervenire nei disturbi dell’umore?

I disturbi bipolari richiedono necessariamente una presa in carico farmacologica, quindi la prescrizione di stabilizzatori dell’umore da uno psichiatra esperto. Il trattamento ad oggi considerato di maggiore efficacia in letteratura scientifica per questa classe di disturbi sono la combinazione della psicofarmacologia alla psicoterapia. In particolare, quella di orientamento cognitivo comportamentale o interpersonale. In seconda battuta può essere utile integrare tecniche di Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e la Mindfulness per la prevenzione delle ricadute depressive.

I disturbi depressivi, se di intensità elevata, richiedono anch’essi l’utilizzo della psicofarmacologia da aggiungersi alla sola psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale. Altre terapie di dimostrata efficacia sono la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e i protocolli di MBCT (Mindfulness Based Cognitive Therapy) di gruppo - o pratiche di mindfulness condotte in un contesto individuale da un psicoterapeuta esperto - e tecniche come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), se sono presenti nella storia della persona eventi di origine traumatica.


Dr.ssa Sara Appoloni
Psicologa Psicoterapeuta a Pesaro


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